La polenta di Giovanni Pascoli


Così, in un poeta come Pascoli, se vogliamo trovare versi che trattino del cibo, non dobbiamo cercarli in Myricae o nei Canti di Castelvecchio, ma piuttosto nei Poemetti, ove si narra, in terzine dantesche, un anno della vita di una famiglia contadina nella Garfagnana.

Primi Poemetti, Il desinare

Ubbidì Rosa al subito comando.

Sotto il paiolo aggiunse legna, il sale

gettò nell’acqua che fremé ronzando.

Stacciò: lo staccio, come avesse l’ale,

frullò tra le sue mani, e la farina

gialla com’oro nevicava uguale.

Ne sparse un po’ nell’acqua, ove una fina

tela si stese. Il bollor ruppe fioco.

Ella ne sparse un’altra brancatina.

E poi spentala tutta a poco a poco,

mestò. Senza bisogno di garzone,

inginocchiata nel chiaror del fuoco,

mestò, rumò, poi schiaffeggiò il pastone,

fin che fu cotto; e lo staccò bel bello,

l’ammucchiò nel paiolo, col cannone

di pioppo; e lo sbacchiò sopra il tarvello.

Il condimento per la polenta

La madre di Rosa, prima di ordinarle di fare la polenta, aveva già preparato gli ingredienti per condirla: un trito di radicchio e di altre erbe aromatiche.

Io voglio accomodare

se mi riesce, questi due radicchi,

ch’ho già intoccati, con quest’erbe amare”.

Dopo che la ragazza ha fatto cuocere e poi sbacchiato sul tarvello (= rovesciato sulla spianatoia) la polenta fumante, la madre fa friggere nell’olio, con l’aglio, le erbe tritate. E’ un condimento semplice, ma gustoso.

Ora la madre nella teglia un muto

rivolo d’olio infuse, e di vivace

aglio uno spicchio vi tritò minuto.

Pose la teglia su l’ardente brace

col facile olio; e, solo intenta ad esso,

un poco d’ora l’esplorò sagace.

L’olio cantò con murmure sommesso;

un acre odore vaporò per tutto.

Fumavano le calde erbe da presso,

nel tondo ch’ella inebriò del flutto

stridulo, aulente; e poi nel canovaccio

nitido e grosso avviluppava il tutto.

Rosa intanto sospendea lo staccio,

ponea le fette sopra un bianco lino,

stringea le cocche, e v’infilava il braccio.

Tornò Viola, e furono in cammino.

Le donne vanno a portare il desinare al campo, ove i maschi della famiglia stanno arando per seminare, e tutti si siedono a mangiare su una porca (il rialzo di terreno fra un solco e l’altro). Passa Rigo, un giovane che torna da caccia; è invitato a mangiare con loro e siede davanti alla fanciulla dai capelli d’oro, Rosa. Comincia così l’idillio che l’anno seguente porterà al matrimonio.

Andrea Maia

Polenta contadina alla Giovanni Pascoli

per 4 persone:

375 g di farina di mais da polenta

1,5 litri d’acqua

1 mazzo di radicchi o di erbette

1 spicchio d’aglio

olio extravergine d’oliva

sale

pepe

In una pentola capiente, portare ad ebollizione l’acqua con un cucchiaio di sale, quindi unire la farina a pioggia, mescolando bene con un cucchiaio di legno, o meglio, una frusta, onde evitare la formazione di grumi. Se la farina è precotta saranno sufficienti dagli 8 ai 10 minuti, a seconda della casa, altrimenti si dovrà mescolare continuamente per circa 45 minuti.

A cottura ultimata, versare la polenta su di un tagliere di legno e lasciar raffreddare.

Nel frattempo, tritare finemente l’aglio, quindi rosolarlo in 4 cucchiai d’olio, unire le erbe spezzettate grossolanamente e saltare a fuoco vivace per 3-4 minuti. Spegnere, aggiustare di sale e pepe e versare sulla polenta ancora calda. Servire immediatamente.

(Ricetta di Roberta Deiana)


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