Ma che ti sei mangiato?

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Ma che ti sei mangiata Rossella? Per citare il nome del tuo blog, com’è nata questa avventura in rete?

Come direbbero in molti, è un blog nato per passione, ma determinante è stato il ruolo dei fans. Ossia di quelle persone che entusiaste della mia cucina e consapevoli del tempo che vi dedico hanno insistito perché dessi visibilità a tutti gli sforzi. Non avendo mai disdegnato la scrittura libera, ho cercato di uscire i pensieri che mi nascevano mentre cucino, impasto, cuocio con le ricette. Ed ecco così l’ennesimo foodblog.

Il tocco in più rispetto alla “concorrenza”? La semplicità, la mia è una cucina quotidiana, non da grande ristorante, che evolve man mano. Sono partita dai biscotti e ho imparato man mano le varie paste, i risotti, le zuppe e così via. Come ogni rapporto anche quello coi cibi non deve essere statico.

Come, invece, pochi direbbero, è anche un modo per soddisfare un po’ di amor proprio. Sentirsi dire “brava” dopo un pasto preparato con dedicazione è una grande soddisfazione.

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Spesso nei tuoi post ricorre uno strano personaggio, la Cavia.

La Cavia è il fan principale, il primo a sollecitare uno sforzo maggiore, non solo in cucina, ma anche sul web.

Da adolescente già cucinavo, ma solo i dolci. Da universitaria la mia dieta era pietosa, anche se già preparavo delle ottime tartine alle amiche. Nei primi anni lontano da casa per lavoro non mi sono dedicata per niente alla cucina. Poi per caso quando ho conosciuto la Cavia è riesplosa la voglia di cucinare. Nessuno mi ha frenato, anzi la Cavia, ossia il mio ragazzo, ha accettato tutto. Non si è mai lamentato e addirittura a volte ha pulito la cucina.

La Cavia è così diventato il primo “critico” di tutte le ricette che posto nel blog. Proprio per lui feci ben due edizioni cartacee di “Ma che ti sei mangiato …” . Perché prima di approdare al web, come ogni appassionata di cucina, già avevo tante ricette volanti, che ho cercato con pazienza di mettere insieme.

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Se ci dovessi preparare una cena partendo dal tuo blog?

Mi invento anche l’occasione: una cena con degli amici cari, quindi un evento informale e genuino. Un’occasione per chiacchierare e godersi la vita. Amando il pane e il suo essere di casa, perderei meno di un’ora a fare del pane con la farina di polenta a cui abbinare del patè di olive verdi e mandorle. Arricchirei l’antipasto anche coi rapiti involtini caldi di speck e patate e gorgonzola per riscaldare il convivio.

Per il primo, essendo inverno, punterei su una zuppa di zucca, patate, carote, mele speziata con noce moscata, pepe e aceto. Una ricetta che viene dalla Romania, che ho imparato dalla mia amica di Monaco di Baviera, e che riscuote un gran successo. Questo per dare un tocco personalissimo all’incontro.

Poi, immancabile sulla mia tavola, uno strudel salato di speck, asiago e mela. Tutti lo vogliono. Per accorciare i tempi di preparazione punterei per il contorno o su una simil caponata o sull’insalata di rucola, pere e parmigiano, provare per credere!

Infine, il lato dolci è il più duro da affrontare. Se vogliano mantenere un tono nordico alla cena, direi una Linzer Torte. Se invece si vuole puntare sul cioccolato, è ottima una Torta Caprese. Oppure per un tocco più chic un semifreddo al cioccolato bianco.

Tutte le ricette sono state amorevolmente testate dalla Cavia, come dimostrato dai vari post per le cene coi colleghi, per i compleanni, per i picnic ecc. E poi non perdetevi la serie di interviste intorno al tema del menù: come addobbare la tavola, come usare le erbe spontanee, come fare una cena siciliana o vegetariana, oppure una cena etnica in tema indiano.

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Per te Leggere è un gusto!…

E’ un ottimo modo di cucinare con la mente, perché dalla mente partono tutti gli stimoli.

Il blog di Rossella: Ma che ti sei mangiato?

microintervista a cura di Davide Nonino

Food Blogging è la rubrica che Leggere è un gusto! condivide con i blogger che ogni giorno scrivono di buona cucina.


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