Food-o-grafia

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Ciao Alessandro, il tuo blog Food-o-grafia viaggia tra ricette ed immagini. Come ti trovi a viaggiare su questo orizzonte?

Devo essere sincero, tante volte mi trovo in imbarazzo. Sì, perchè io non sono un cuoco, né tantomeno un food stylist, ma solo un fotografo che sa armeggiare un po’ fra i fornelli e si diverte a provare ogni tanto qualche ricetta che lo incuriosisce. E ho sempre il timore che qualcuno lo scopra! Ho molta insicurezza sulle mie doti culinarie, mentre invece questa sparisce quando inizio ad armeggiare con macchine fotografiche, obiettivi e luci. Inoltre non fotografo solo il cibo che mangio, ma nove volte su dieci mangio anche il cibo che ho fotografato: non uso spesso per il blog tutti i milli artifizi che servono per produrre una immagine da pubblicità. Ma forse è anche questo che alla fine mi piace, presentare il piatto come mi piacerebbe trovarlo davanti in una trattoria tipica della mia zona, senza troppe sofisticazioni e una atmosfera accogliente che mi fa sentire “a casa”.

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Sul tuo sito si vedono delle foto a tutto colore che poi prendono i toni del bianco e del nero su persone, luoghi e particolari. Come scegli i colori con cui dipingere i tuoi scatti?

Il cibo è gusto, olfatto ma anche luce e colore! Quante volte al ristorante chiediamo il piatto che sta mangiando il nostro vicino perché semplicemente è bello e iniziamo già a pregustarlo anche senza averlo davanti? In fotografia, non avendo purtroppo gli altri due sensi a disposizione, devo per forza cercare di far immaginare a chi vede la foto del cibo il suo sapore, il suo profumo, la sua freschezza. E’ come un gioco fra me e chi guarderà l’immagine, e per far sì che il gioco riesca l’uso dei colori e il loro giusto accostamento è fondamentale. Quando sono per strada invece cerco di fermare immagini che raccontino il luogo, la sua storia e le persone che lo vivono nel presente e trovo che la pellicola in bianco e nero mi permetta di riuscire ad ottenere questo risultato senza la “distrazione” dei colori, tante volte legati ad elementi passeggeri. Non ci sono regole ferree però, specialmente quando si entra nel campo della fotografia commerciale, dove è il cliente che decide il risultato di cui ha bisogno. A quel punto digitale, pellicola, tutto quello che serve a raggiungere il risultato che vuole il cliente va bene, quando io sono invece il cliente di me stesso ho, ovviamente, molta più liberta e posso lasciar sfogo alle mie preferenze.

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Il lavoro ti porta a fotografare cibo un po’ in tutto il mondo. Se ci dovessi cosigliare un menù multietnico?

Magari la mia fama fosse così diffusa internazionalmente! A parte gli scherzi, è una domanda che mi mette in difficoltà anche perchè, devo ammetterlo, sono riuscito a mangiare bene praticamente dappertutto ma quello che ho sempre cordialmente odiato sono i “mischioni” di stili, come quelli che si trovano nelle spaghetterie italiane all’estero o nei ristoranti cinesi. C’è sempre una logica nei menu di ogni località, il perchè un certo piatto viene prima dell’altro, e non ho la pretesa di voler rivoluzionare queste tradizioni. Però se tu mi chiedessi cosa avresti voglia di mangiare oggi, ecco un bel menù della Franconia, la regione tedesca, con le minestre vegetali per aprire, lo sformato di cipolle e speck, la cipolla di Bamberg fatta con carne di maiale e birra affumicata, la zampa di vitello con porro, sedani e carote, e il tutto supportato adeguatamente da una delle 400 birre prodotte là. Non proprio un menù estivo, ma fuori oggi c’è un gran freddo!

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Per me leggere è un gusto… così coinvolgente che fa talvolta dimenticare di avere fame.

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Il sito ufficiale di Alessandro

MicroIntervista a cura di Davide Nonino

Food Blogging è la rubrica che Leggere è un gusto! condivide con i blogger che ogni giorno scrivono di buona cucina.


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