God save British Food!

Il nostro peregrinare ci porta oggi nella terra della cucina più denigrata del mondo: il Regno Unito.

Un certo Adrian Bailey scriveva nel 1970 in The cooking of the British Isles, magnifico libro illustrato con tanto di ricettario e fotografie vintage, che il cibo inglese è “un cibo non complicato, rassicurante, un sorta di tesoro custodito nelle case e portatore di gusti familiari e tanto amati. E’un cibo nostalgico, evocativo ma sostanzioso, capace di cuocere sul fuoco diretto dei camini di un Paese dal clima non proprio soleggiato”.

Bailey aggiunge pure che si tratta di comforting food del genere che si preferisce quando si è stanchi, infreddoliti, affamati, tristi o malati!

Detto così effettivamente non promette nulla di buono e fa ulteriormente riflettere il fatto che frequentemente gli inglesi parlino delle loro specialità culinarie riferendosi a nursery food, cioè cibo per i bimbi.

Ma dal 1970 ad oggi anche la cucina inglese ha subito delle mutazioni provocate dall’introduzione di nuove abitudini alimentari e in particolare dal trionfo di cucine come quella italiana e quella giapponese, nonché dall’affermazione della cultura gastronomica e degli chef vere e proprie star con i loro libri e le loro trasmissioni televisive.

Su tutti svetta il giovane punk chef Jamie Oliver che da solo ha creato un impero sulla performance, la visibilità mediatica e la banalità.

Un buon pasto all’inglese (veramente buono!) lo potete ancora gustare nel tempio della cucina tradizionale Simpson’s-in-the-Strand (100 Strand, London WC2R 0EW, telefono +44 (0)20 7836 9112, sito: svy.simpsons@fairmont.com). Qui trovate i migliori Roast Beef and Lamb (arrosti di manzo o di agnello) serviti direttamente al tavolo dai Simpson’s Master Carvers che arrivano con magnifici carrelli delle carni e vi fanno gustare ciò che prima di voi ha deliziato personaggi come Vincent Van Gogh, Charles Dickens, Sherlock Holmes, George Bernard Shaw, Benjamin Disraeli e William Gladstone.

Potete assaporare lo Yorkshire pudding e concludere con una bella torta di mele irrorata di calda custard cream.

Siete a Roma e volete un angolo di vecchia Inghilterra per un tè con gli scones?

Fate un salto alla sala da té Babington (Piazza di Spagna, 23 – 00187 Roma | telefono +39 06 6786027, www.babingtons.net), fondata alla fine dell’ottocento da due signorine inglesi.

Di colpo vi ritrovate in un’atmosfera ideale e letteraria, genere romanzo di Edward Morgan Foster. Scorrono nella mente le immagini di quei film tratti dai grandi romanzi inglesi e magistralmente interpretati da attori bravissimi presi a prestito dal teatro: Camera con vista,Maurice, Casa Howard e Quel che resta del giorno di James Ivory, Giochi nell’acqua di Peter Greenaway, Gosford Park di Robert Altman, Miss Marple, Orgoglio e pregiudizio tanto per citare quelli che amo di più.

Tavole imbandite per le cene di giovani lord londinesi, vecchie signore in conversazione davanti a tazze di té e torte tradizionali, pic-nic in campagna, maggiordomi impeccabili degni di Jeeves di P.G.Woodhouse.

Volete cucinare da voi le vere specialità inglesi?

Leggere è un gusto! presenta in collana volumi e dedicati a Shakespeare, Agatha Christie,Virginia Woolf, Alice nel Paese delle Meraviglie, Charlie Chaplin e al Rock.

Tra le novità librarie d’oltremanica consiglio The Bibendum Cookbook tra le più interessanti espressioni della nouvelle cuisine all’inglese. Esso contiene tutte le ricette servite dal ristorante situato a Londra nel quartiere di Fulham proprio nella vecchia sede della Michelin (da cui il nome) e fondato più di venti anni fa da Sir Terence Conran. Vi trovate ricette della tradizione e ricette sperimentali: dalla grouse arrosto con salsa di pane al gelato al caramel. Bibendum è l’essenza della Londra contemporanea, sofisticata e giovane, multietnica e snob come l’abbiamo vista nei film che Woody Allen ha girato in questa città, Matchpoint e Scoop.

A proposito, non perdetevi il mio prossimo libro, dedicato proprio al regista statunitense e in uscita nella collana a febbraio, anche lì trovate tra le molte alcune ricette tipicamente inglesi!

di Luca Glebb Miroglio

In fotografia “Piccadilly Circus” di Patrizia.

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