La campagna anche in città

La campagna può essere uno stato mentale? Si, non è una stravaganza: la nostra idea di campagna può aiutarci a vedere ciò che ci circonda con occhi diversi. Esattamente come, quando siamo particolarmente felici o innamorati, vediamo il mondo attraverso un paio di “occhiali rosa”.

Vedere il mondo attraverso un paio di “occhiali verdi” aiuta, e, a piccoli passi, può portarci a migliorare il nostro quotidiano.

Qualcosa sta effettivamente cambiando, dopo i decenni del boom economico post bellico, durante i quali campagna e città sembravano rappresentare due entità contrapposte, nella cui inconciliabilità il tenero Marcovaldo di Calvino si trovava intrappolato, nonostante i suoi sogni ”verdi”. Le città industriali hanno divorato e annientato la campagna per lunghi periodi; ora, finalmente, è la campagna ad insinuarsi, talvolta, nell’ambiente cittadino. Gli studi sull’agricoltura urbana si stanno intensificando.

In tempi recenti, un movimento come quello dei critical gardens non sarebbe mai nato se, per chi ha lo anima, la campagna non fosse (oltre che una passione) una chiave di lettura del mondo che ci circonda. Gli orti urbani sono oggetto, oggi, di una vera e propria riabilitazione. Dopo che la loro funzione di sussistenza per categorie di cittadini meno abbienti si è spostata dall’Occidente alle metropoli dei Paesi in via di sviluppo, si assiste oggi alla loro rinascita: orti per anziani messi a disposizione dalle Amministrazioni, orticelli familiari nei giardini di casa, orti scolastici… dedicarsi alla crescita di frutta e ortaggi fa stare meglio, questa è una certezza.

L’idea di campagna passa attraverso la cucina. Coltivare da sé ortaggi, erbe, frutta restituisce il gusto, ma soprattutto la soddisfazione di mangiare ciò che noi stessi abbiamo prodotto. In mancanza di spazio e/o tempo, anche semplicemente far crescere qualche pianta aromatica sul balcone è un gesto meno banale di quanto possa apparire. Creare un erbario da balcone richiede attenzione e dedizione, se si vuol fare davvero un buon lavoro; ma è comunque un lavoro alla portata di tutti. Dalle aromatiche si può poi passare, se lo spazio ce lo permette, a qualche ortaggio o frutto di piccole dimensioni, o rampicante: ravanelli, insalatina, pomodori a grappolo, cetrioli, fragole… a seconda dello spazio a disposizione, si utilizzeranno vasi tradizionali, garden boxes, persino contenitori multitasche per creare piccoli orti verticali!

Ma se il pollice verde proprio non c’è, non per questo si deve rinunciare a prodotti sani, di qualità, che mantengano un legame vero con la terra. Associarsi ad un GAS (gruppo di acquisto solidale) può essere il primo passo per imparare a conoscere ed utilizzare prodotti di stagione che talvolta non si trovano sui banchi dei negozi, e che invece troviamo nella cassetta settimanale preparata dal contadino (o dal consorzio di produttori) fornitore del gruppo. Una buona scelta si trova anche sui banchi dei farmer’s markets, i mercati in cui i coltivatori vendono direttamente, senza l’intermediazione del rivenditore al dettaglio.

E quando si hanno a portata di mano prodotti freschi e genuini, la voglia di mettersi ai fornelli aumenta.

Anche dal punto di vista estetico, una cassetta di verdure di stagione regala alla cucina – intesa come luogo in cui si passa una buona parte del nostro tempo – un’atmosfera rilassata, invitante, accogliente.

Tra le numerose pubblicazioni, consiglio le riviste inglesi di giardinaggio e di vita in campagna, facilmente reperibili anche in Italia: l’approccio degli inglesi alla materia è insuperabile, e non è necessario abitare in un cottage nei Cotswolds per beneficiare di qualche “dritta”.

Per chi volesse creare intorno a sé un ambiente consono, suggerisco anche il bel libro La campagne à Paris. E’ Parigi, ma potrebbe trattarsi di qualsiasi altra città: abitazioni dall’aria soave e bucolica, dove a fare la differenza è lo spirito di chi le vive. Ottimo anche per allenarsi a guardare le nostre città con occhi diversi.

Da leggere:

Italo Calvino, Marcovaldo ovvero Le stagioni in città, Einaudi, 1963

Pierre Donadieu, Campagne urbane. Una nuova proposta di paesaggio della città, Donzelli, 2006

Lorenzo Valera, GAS. Gruppi di acquisto solidali. Chi sono, come si organizzano e con quali sfide si confrontano i gas in Italia. Terre di Mezzo, 2005.

Dominique Paulvé, Jean-Luc Bertini, La campagne à Paris, Hoëbeke, 2004.

Nel web:

http://www.ortidipace.org/

http://criticalgarden.netsons.org/wp/

http://crepeurbane.noblogs.org/

http://www.compagniadelgiardinaggio.it/orti-urbani

di Elisabetta Tiveron

In fotografia “Porta – Volterra” di Elga Cappellari.

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