Voglia d’estate: due ricette dalla isole Eolie


Per me significa voglia di Sicilia e in particolare di una Sicilia anomala, fuori dalla grande isola e dalle città più note, “isolata” nell’arcipelago delle sette Eolie: Filicudi, Alicudi, Vesuvio, Stromboli, Lipari, Salina, Panarea, terre di vento, mare, lava e sole.

Molte opere di letteratura e cinematografia sono state ambientate nelle isole Eolie.

Su tutte svetta per fama ma pure per noia, il terribile film di Roberto Rossellini Stromboli terra di Dio girato sull’isola semidisabitata nel 1949 e interpretato da un’improbabile Ingrid Bergman alla quale in loco è stato dedicato un grazioso bar dove assaporare la granita. Rossellini per la Bergman lasciò Anna Magnani e l’attrice italiana, furente interpretò l’anno successivo un film girato su un’altra delle sette isole: Vulcano.

Altri hanno girato film famosi sulle isole: Michelangelo Antonioni con L’avventura del 1960, Paolo e Vittorio Taviani con Kaos del 1984, Nanni Moretti con Caro diario nel 1993 e Michael Radfort con Il Postino del 1994.

Lo scrittore Gianni Farinetti ha dedicato a Stromboli e a iddu (il vulcano) un romanzo molto bello: L’isola che brucia (Marsilio), nel quale sono descritti personaggi locali e villeggianti e dal quale si evince quale carica di energia un’isola, che è in realtà la punta di un vulcano attivo, possa far scaturire negli animi.

Delle sette sorelle eoliane hanno scritto anche tanti altri autori come ad esempio Davide Cammarone, Leonardo Sciascia, Lidia Ravera, Jules Verne (nel Viaggio al centro della terra) Curzio Malaparte, Giosué Carducci, Salvatore Quasimodo e persino Omero (nell’Odissea) Giovanni Boccaccio ambienta a Lipari la seconda novella della quinta giornata del Decamerone : ”…dovete adunque, dilicate donne, sapere che vicin di Cicilia è una isoletta chiamata Lipari, nella quale non è ancor gran tempo fu una bellissima giovane chiamata Gostanza…”.

A Lipari, capoluogo dell’arcipelago, si possono visitare musei affascinanti e ci si può immergere nelle acque turchesi delle spiagge bianche e leggere create dalle cave di pietra pomice. Dalla casa dello speziale di laggiù se ne andò sotto il braccio del barone Enrico Pirajno di Mandralisca, secondo quanto racconta Vincenzo Consolo ne Il sorriso dell’ignoto marinaio, un famoso dipinto di Antonello da Messina oggi custodito nel museo Mandralisca di Cefalù. Una delle migliori ragioni per fermarsi a Lipari è fare un salto al ristorante Il Filippino . Così recita il sito web del locale : “Al confino durante il Fascismo, i padri della Repubblica italiana come Ferruccio Parri e Carlo Rosselli erano qui tutti i mezzogiorno. Ma anche Ciano, d’estate, si faceva portare col mulo i pasti da Filippino alle Terme di San Calogero. Carnera ruppe un tavolo col pugno. Monet lasciò un suo quadro per pagare. E i sapori delle Eolie, come la salsa di scorfano alla liparota, vivono ancora qui per mano dei nipoti del fondatore.”

Miroglio

SCORFANO ALLA LIPAROTA

Ingredienti (per 4 persone): 2 scorfani da 500 g, 3 cipolle, 3 pomodori maturi, 3 olive verdi, 1 cucchiaio di capperi, un ciuffo di prezzemolo, basilico, ½ bicchiere di vino bianco secco, 3 cucchiai di olio d’oliva, pane tostato, pepe, sale

Preparazione: pulite bene gli scorfani e lavateli in acqua corrente. Lasciateli sgocciolare. Affettate le cipolle finemente; lavate i pomodori, privateli della buccia, dei semi e tagliateli a dadini; snocciolate le olive, lavate e tritate finemente il basilico e il prezzemolo. Scaldate in una casseruola l’olio d’oliva, rosolate le cipolle; unite le olive e i pomodori e cuocete per 1-2 minuti.

Aggiungete gli scorfani, i capperi e il trito di prezzemolo e basilico. Bagnate con il vino bianco, versate un bicchiere d’acqua e cuocete a pentola coperta per 30 minuti circa. Verso fine cottura aggiustate di pepe e di sale e terminatela togliendo il coperchio. Servite accompagnando con pane tostato.

PASTA ‘I CAPPARI E PUMMAMUREDDA (pasta ai capperi e pomodorini)

Tipica ricetta stombolana.

Ingredienti (per 4 persone) : 2 manciate di capperi sotto sale (naturalmente di Salina!), 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 1 cipolla rossa, 3 spicchi d’aglio, 3 pomodori San Marzano, 12 pomodorini di Pachino, un ciuffo di menta fresca, sale e 350 g di linguine.

Preparazione: dissalate i capperi e tritateli con un coltello. In un tegame fate soffriggere nell’olio la cipolla rossa tagliata a metà, gli spicchi d’aglio leggermente schiacciati e i capperi. Fate rosolare per 5 minuti poi togliete l’aglio e la cipolla. Salate e aggiungete i pomodori San Marzano sbucciati e tritati e i pomodorini di Pachino che avrete tagliato in quattro. Dopo qualche minuto incorporate la menta fresca tritata. Lasciate cuocere con il coperchio a fuoco lento per un’ora e mezza. Quando avrete scolato la pasta molto al dente, ripassatela nel sugo in padella.

di Luca Glebb Miroglio

Luca è autore per Leggere è un gusto! di Manhattan a tavola


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