L’estate, le scoperte

L’estate, le scoperte – la storia

Le biglie che custodivo nella tasca dei miei calzoncini ciccavano fra loro in un tintinnio carico di gioco.

Ne possedevo una collezione intera, e tra queste, una in particolare, la mia preferita. Era di vetro trasparente, attraversata da una saetta rossa che la caratterizzava in tutta la sua potenza.

La trovai un pomeriggio durante una delle mie passeggiate all’insegna dell’avventura, nel boschetto dietro casa.

Mi piaceva quel momento solitario, lontano dagli schiamazzi degli amici e dai calci al vecchio e rovinato pallone di cuoio.

Il boschetto era vicino a casa e questo mi rassicurava, perché appena mi vi addentravo , riuscivo comunque a scorgere le spesse mura bianche della mia casa, attraverso le fronde degli alberi.

I miei scarponcini facevano scricchiolare le foglie secche, alleggerendo i mille rumori che si creano in mezzo alla natura. “E’ un silenzio rumoroso”, mi diceva sempre il nonno…”..ed è un silenzio pieno di segnali che imparerai presto a riconoscere!”.

Avevo il cuore che pulsava forte nel petto, ma quelle parole del nonno mi inducevano alla scoperta del mio coraggio, e l’ avventura nel boschetto era l’occasione giusta.

Avanzavo cauto con i sensi all’erta. Un brusco svolazzare di foglie mi fece trasalire. Fermandomi attento, vidi su un ramo basso, un piccolo nido che si muoveva traballando. All’improvviso da questo uscì una gazza dalle penne lucenti. Mi guardò fissandomi un istante, inclinando leggermente la piccola testolina. E poi via..in un altro effimero istante.

Mi travolse una curiosità insaziabile. Scrutai l’albero…Aveva grosse radici fuori dal terreno e una corteccia ruvida piena di bitorzoli rugosi. Mi decisi e inizia la mia scalata. Riuscii a raggiungere il nido con pochi sforzi. Mi accorsi di avere gli occhi sgranati e la bocca spalancata. La salivazione era azzerata.

Spostai con delicatezza i ramoscelli sottili e teneri che fungevano da giaciglio per la gazza, con la netta e vivida impressione di fare qualcosa di poco gradito alla padrona di casa!

Colpita da un raggio di sole, vidi una piccola sfera di vetro. Brillava colpita dalla luce che si insinuava tra i rami e le foglie, bellissima. La presi delicatamente fra le dita, mi guardai intorno circospetto e me la infilai nella tasca dei pantaloni, avevo trovato un tesoro!

Sistemai alla meglio il nido e balzai giù dall’albero e inizia a correre soddisfatto e contento per il bottino che mi portavo a casa da quel pomeriggio. E la gazza era rimasta a bocca asciutta.

Gelato al burro di noccioline – la ricetta

Ingredienti: 3 tuorli, 90 gr di zucchero, 350 ml di latte intero fresco, 200 ml di panna fresca, 1 albume, 2 bei cucchiai di burro di noccioline, arachidi tostate.

In un pentolino montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere il latte scaldato precedentemente, versandolo lentamente sul composto. Scaldare sul fuoco per amlgamare sempre mescolando, finchè non diventa cremoso. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. Unire la panna e l’albume ( questo ha elevate qualità schiumogene che aiutano a rendere il gelato molto cremoso). Versare nel cestello della gelatiera precedentemente refrigerato nel freezer, aggiungere il burro di noccioline e azionare la macchina. Ci vorranno dai trenta ai quaranta minuti prima che il gelato sia pronto. Decorare con le arachidi tostate.

testi e foto di Elga Cappellari


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.