Anonimo greco


In questo epigramma anonimo, splendidamente reso in italiano da Simone Beta, troviamo un’antica associazione con il vino che durerà nei secoli, vale a dire l’esortazione al bere unita al godersi effimero dei piaceri della vita.

Sarà il carpe diem di Orazio, sarà “del doman non c’è certezza” di Lorenzo il Magnifico.

Entrambi gli inviti, come vedremo, saranno associati al tema bacchico. La vita è breve come i suoi piaceri, la precarietà dell’esistenza può venire addolcita dal vino e dal cibo, con la coscienza che comunque tutto svanirà. Brindiamo, dunque, perché oggi ci siamo e domani non si sa.

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Bevi e sii felice: cosa sarà domani,

cosa sarà il futuro, non si sa.

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Non correre, non ti stancare, godi

Per quanto t’è possibile, non essere egoista,

mangia, e poi non ti dimenticare

che sei un uomo: tra vivere e non vivere

non c’è proprio nessuna differenza.

Tutte le vite sono fatte così: sono soltanto

un equilibrio instabile. Quello che prendi

anticipando gli altri, è tutto tuo;

ma, quando muori,

tutto passa a un altro, e tu non hai più nulla.

Giovanni Casalegno

Bibliografia: Vino e poesia. Centocinquanta epigrammi greci sul vino, a cura di S. Beta, Milano, La Vita Felice, 2006

Foto: Efebo di Anticitera (IV sec. A.C.), autore della scuola d’Argo, Atene, Museo Nazionale


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