‘The human body’: La mostra sul corpo umano a Torino

Perché occorre vietare ai bambini l’ingresso alla mostra, tutt’oggi aperta a tutti. Il punto di vista dell’editore, Anita Molino

In questi giorni si è aperta a Torino una mostra (The Human body) che propone circa 200 cadaveri trattati con un processo (plastinazione) che consiste nel sostituire i liquidi organici con una sostanza chimica (una specie di silicone) in grado di bloccare le normale dinamiche decompositive e di trasformare le salme in una sorta di pupazzi di plastica a cui far prendere le posizioni più strane.

Non solo. Questi cadaveri sono anche oggetto di pratiche quali scuoiamento, coloritura dei tessuti, assemblamento di parti da salme diverse, smembramento.

Questo in rapida sintesi. Non intendiamo entrare in considerazioni su tale pratica che, a prima vista e come minimo, appare come vilipendio di cadavere e sulla mancanza di una qualsiasi coscienza nell’operare un tale obbrobrio per finalità di spettacolo ecommerciali. Naturalmente siamo perfettamente consapevoli dei “pretesti” che vengono utilizzati in simili casi: ci si ammanta di finalità “didattiche” o “scientifiche” o “culturali” o ancora “artistiche” ed ecco che, come per magia, qualsiasi cosa è accettata, ammessa e finanche promossa dalle autorità.

Intendiamo invece sensibilizzare i genitori perché, tra gli obiettivi esplicitati dall’organizzazione (e purtroppo anche dai politici della città) vi è la visita da parte delle scolaresche. Ora, per capire che non si parla delle scuole superiori, ma di quelle inferiori (comprese le elementari) è sufficiente leggere le tariffe che non soltanto prevedono una riduzione del prezzo del biglietto da 8 a 18 anni ma la gratuità per bimbi al di sotto dei 6 anni. E infine i biglietti famiglia.

Ecco, davvero non ci sono parole. Sulla grave inopportunità che i bambini siano portati a vedere una mostra di tal genere ci pare incredibile dover dare spiegazioni, talmente ovvie dovrebbero essere per chiunque. Invece siamo purtroppo certi che tantissime saranno le famiglie che con beota serenità ci andranno, magari credendo anche di offrire una buona opportunità culturale ed educativa ai piccoli.

Noi invece diciamo: non fatelo.

La morte deve incutere rispetto, i cadaveri devono essere trattati con rispetto e compostezza. Qualcuno si ricorda ancora della pietas verso i defunti? Oppure abbiamo superato anche questi limiti sulla strada verso la barbarie totale? Eppure questi altro non sono se non i valori minimi che dovrebbero essere condivisi da qualsiasi collettività.

Molti bambini, questo è vero, sono già abbastanza desensibilizzati dalla TV e in genere da ciò che offre la società attuale, ma questo è davvero troppo: camminare tra cadaveri squartati e in pose grottesche (si legge ad esempio di un cadavere scuoiato in posizione da gioco del tennis, oppure che gioca a pallacanestro) costituisce, e speriamo che appaia palesemente indiscutibile a chi ci legge, un pericolo di trauma grave che i nostri bambini davvero non meritano.

Se vi riconoscete in queste considerazioni potete firmare questa petizione:

VIETARE AI MINORI DI 14 ANNI LA MOSTRA THE HUMAN BODY

Fatelo, e passate parola!

Anita Molino


Una replica a “‘The human body’: La mostra sul corpo umano a Torino”

  1. Finotti Ruggero ha detto:

    Sto valutando se portare il nipotino a vedere la mostra e non ho ancora deciso. Tuttavia, ritengo offensivo che qualcuno si erga a giudice e definisca “beote” quelle famiglie che porteranno i giovani a tale evento. Circa poi l’umana piets, io penso debba prima di tutto essere applicata ai vivi piuttosto che ai morti, ai quali basta dare una tranquilla sepoltura. Circa il vilipendio di cadavere osservo che allora dovremmo incarcerare tutti gli anatomo patologi, a cominciare da Leonardo Da Vinci e tutti coloro che hanno permesso alla moderna medicina di progradire imparando prorio con l’esercizio sui cadaveri. Se un uomo decide “IN VITA” e liberamente di donare il proprio corpo alla scienza io non ci vedo nulla di sacrilgo. Anche i Papi vengono imbalsamati e per far ciò vengono anche sicuramente in qualche modo “vilipendiati”. E di quanti corpi umani o aprti di essi dispone la nostra Chiesa esposti in teche per essere venerati? Come ho premesso non ho ancora deciso se portare il nipotino alla visita, tuttavia se deciderò per il no, non sarà in questo caso per un fatto etico ma solo che la visione non sia traumatica per un bambino. Perciò andrò prima da solo a cercar di capire.

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