Gli ossibuchi di Nietzsche



 

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un felice incontro con Torino e la cucina piemontese


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I due soggiorni torinesi nella primavera del 1888 e nell’autunno inverno 1888-89 furono per Friedrich Nietzsche tempi felici di intensa creatività.
Torino gli parve “magnifica e singolarmente benefica”, non ultimo anche per la sua cucina, come testimoniano le lettere scritte ad amici e parenti. “Il problema  dell’alimentazione” costituisce un capitolo importante dell’autobiografia che Nietzsche scrisse a Torino e che intitolò Ecce homo.
Camminare per pensare e, per pensare bene, mangiare come si deve: è questa la formula di vita che il filosofo riesce a realizzare nella città sabauda prima di una fine che sarà enigmatica come la sua personalità. Da molti anni ha lottato con il dolore e la malattia, ora a Torino ritrova l’allegra vitalità che gli permette di portare a termine la sua opera. Dopo questo non ci sarà più nulla e Nietzsche cadrà in una sorta di non-vita, quasi un autoannullamento.
In questo libro il lettore scoprirà Nietzsche in molti tratti della sua personalità singolare, sfaccettata e contraddittoria, ma nel suo rapporto con Torino scoprirà anche tanti aspetti della città di fine Ottocento, ripercorrendone le vie dietro i passi dello scrittore, volti alle sue mete quotidiane lungo il Po, o nelle librerie, e soprattutto nei caffè e nelle
trattorie preferiti, per gustarvi gelati e specialità gastronomiche.

Recensione di "La Stampa" (Febbraio 2014)

Recensione di SardiNews (Febbraio 2014)

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