Il parto cesareo

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Fino ad un’epoca recente, per mettere al mondo un bambino, una donna era obbligata a contare sulle proprie forze e sulla liberazione degli ormoni dell’amore. Per varie ragioni, all’alba del 21° secolo, non è più così. Da un lato, il cesareo è diventato un intervento rapido, facile e sicuro. Dall’altro, l’incapacità culturale di capire che la fisiologia del parto ha raggiunto un limite estremo negli ultimi decenni.

Per consuetudine, la sfera culturale interferisce con i processi fisiologici, attraverso credenze e rituali che si tramandano. Le teorie scientifiche hanno preso il posto dei riti. Alcuni studiosi hanno trasmesso il concetto che, per ridurre le inibizioni di origine culturale, che rendono il parto difficile e pericoloso si dovesse per prima cosa “ricondizionare” la donna. Ciò significa prepararla a partorire e insegnarle, in particolare, a respirare e a spingere. Ci si è ulteriormente allontanati dalla nozione di parto come processo involontario.

La partoriente è spesso diventata membro di un’equipe che comprende una guida (un coach) che ha il ruolo di controllare razionalmente il ritmo della respirazione, il modo di spingere, le posizioni ecc concorrendo ad una vera e propria “scientificazione dell’amore”. L’errore iniziale è stato quello di non capire che la natura aveva già il sistema per ridurre gli effetti delle inibizioni di tipo culturale: durante il parto la neurocorteccia (la parte razionale del cervello) deve sospendere la propria attività. È quindi meglio evitare di stimolare la neurocorteccia di una donna durante il travaglio, soprattutto attraverso il linguaggio.

Ne Il parto cesareo, Ibone Olza e Enrique Lebrero Martinez discutono in profondità di questa pratica che, per quanto sempre più diffusa, continua (e siamo certi continuerà) a far discutere. 

Non sorprende che in molti Paesi, il cesareo sia già divenuto un modo abituale di mettere al mondo un bambino. E non stupisce nemmeno che in tutto il mondo la curva del tasso di cesarei sia in crescita. L’Italia è il paese con il più alto numero di parti cesarei dell’Unione Europea: nel biennio 2004-2005 la percentuale è stata del 35,2% contro il 29,9% del biennio 1999-2000. Più del doppio della quota massima del 15 % raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1985 ed in netto contrasto con le stime che indicano il rischio di mortalità materna per cesareo da 2 a 4 volte superiore rispetto al parto naturale. Si tratta di dati allarmanti, che testimoniano l’estrema medicalizzazione dell’evento nascita in Italia.

Dobbiamo preoccuparci?

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  1. 5 su 5

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    questo libro è stato uno dei primi passi che ho fatto per scuotermi dallo stato in cui la nascita con TC della mia prima figlia mi aveva messo. mi sono ritrovata in tante delle frasi che ha scritto l'autrice. Leggevo e le lacrime partivano da sole. La ferita emotiva, non solo fisica; ora riuscino a dare un nome alla mia sofferenza. Il mio cammino era già partito, ma questo libro mi ha aiutato, e non poco.

    Il parto cesareo
  2. 5 su 5

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    dovrebbero leggerlo anche i mariti di donne cesarizzate, il mio leggendolo ha capito la mia ferita interiore ed insieme percorriamo il cammino verso il vbac. grazie di cuore!

    Il parto cesareo
  3. 5 su 5

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    Finalmente un libro sul cesareo semplice, schietto, equilibrato. Dovrebbero leggerlo tutte le donne in gravidanza.

    Il parto cesareo
  4. 5 su 5

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    Ibone Olza es una gran persona y muy profesional, bastante conocida en España por su enorme labor. Me alegra saber que su libro se vende ahora en Italia y espero que se llegue a comercializar en más países. Hay que acabar con las cesáreas innecesarias. Felicidades a la página web. Yo también tengo una de apoyo a la crianza natural (http://groups.msn.com/Lactanciamaternaprolongada) y me alegra saber que en Italia hay personas luchando por lo mismo que nosotras. Un saludo.

    Il parto cesareo
  5. 5 su 5

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    Gent.mo dott. Pietrangeli, sono in attesa della mia prima figlia, ho letto il suo libro nella sala d'attesa dello studio del mio medico di base. Complimenti!

    Il parto cesareo
  6. 4 su 5

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    Siete unici! Continuate così...

    Il parto cesareo

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