Ossitocina, l’ormone dell’amore

Negli ultimi anni sono state fatte importanti scoperte riguardo all’ossitocina, un ormone finora poco studiato che gioca un ruolo chiave nel nostro organismo per quel che riguarda la riproduzione, i legami affettivi, le interazioni sociali, i processi di guarigione e, più in generale, la capacità di mantenere uno stato di calma e rilassamento.

Kerstin Uvnäs Moberg presenta quello che ha chiamato il sistema di calma e connessione, modulato dall’ossitocina ma che coinvolge molte altre sostanze, e suggerisce alcuni modi per attingere alla preziosa fonte di calma e rigenerazione che ognuno ha dentro di noi, della quale abbiamo bisogno non soltanto per evitare di ammalarci, ma anche per godere della vita e sentirci curiosi, ottimisti e creativi.

Il nuovo libro dell’autrice svedese, tradotto da Clara Scropetta per Il bambino naturale, con le prefazioni di Michel Odent e Alessandra Bortolotti, è in prenotazione fino a martedì 9 aprile a prezzo speciale e senza costi di spedizione!


Come sarebbe il mondo se scorresse più ossitocina, e meno adrenalina? Ma, innanzitutto, come funziona e a cosa serve? Come mai se ne sente parlare per lo più riguardo parto e allattamento, e non tanto in ambito terapeutico o pedagogico? Kerstin Uvnäs Moberg ci accompagna in un vero e proprio viaggio alla scoperta di quello che chiama sistema di calma e connessione, indispensabile quanto misconosciuto meccanismo fisiologico. Ne ha tutti i titoli, visto che si dedica alla ricerca in questo campo dagli anni Settanta e, nonostante abbia più di settant’anni, non ha ancora smesso.

Per aiutarci a comprendere, paragona l’ossitocina a un albero, dove il tronco, denominatore comune dei molteplici effetti simboleggiati dai rami, è la crescita. Un’immagine che rende bene l’idea e resta impressa. Dove c’è crescita, c’è ossitocina. Di sicuro ce n’è nella vita riproduttiva: il picco più alto che una persona possa mai raggiungere si misura nella donna subito dopo la nascita del bambino. Grazie ad essa può avvenire il concepimento, il latte scorre abbondante e il bambino cresce bene nel grembo materno. Ma c’è crescita anche quando una ferita si rimargina, cellule anomale vengono eliminate o quelle vecchie sostituite. Apprendere, che di fatto vuol dire creare nuove connessioni nervose, come anche intessere relazioni, implicano crescita.

Saperne di più su questa fondamentale sostanza del nostro corpo, allo stesso tempo ormone e neurotrasmettitore, che influenza quindi sia le funzioni vitali sia il comportamento, dovrebbe interessare tutti, particolarmente ogni medico, operatore sanitario, educatore, terapeuta e chiunque offra servizi alla persona.

L’ossitocina ci rende calmi, rilassati, facilita l’assorbimento dei nutrienti, la riparazione del corpo, l’irrorazione degli organi, l’ossigenazione e il nutrimento dei tessuti, e ci rende aperti, curiosi, entusiasti, creativi e premurosi. È fondamentale saperla attivare in noi stessi, e saper facilitarne l’attivazione negli altri, affinché processi vitali possano aver luogo.

L’autrice spiega come mai il sistema di calma e connessione, di cui l’ossitocina è il fulcro, finora sia passato pressoché inosservato, all’ombra della più appariscente reazione di attacco e fuga governata dall’adrenalina. Entrambe le vie metaboliche sono essenziali per la sopravvivenza, tuttavia la bilancia dovrebbe pendere a favore dell’ossitocina, mentre le occasioni di ricorrere all’adrenalina in caso di emergenza e pericolo dovrebbero essere sporadiche e di breve durata. Condizioni di stress prolungato dovrebbero essere l’eccezione, non la norma. Per fortuna possiamo fare qualcosa, se sappiamo come attivare il sistema di calma e connessione e capiamo l’importanza del contatto. Non sorprende che ciò che facilita la liberazione di ossitocina, inibisca quella di adrenalina, e viceversa, e questo libro dovrebbe essere abbinato a La forza del legame di Thomas Harms, che illustra cosa succede quando non usciamo dalla reazione di risposta a un forte stress e come fare per tornare alla normalità.

Poiché stiamo scoprendo che molte patologie, come per esempio i disturbi dello spettro autistico, vanno di pari passo con un profilo anomalo dell’ossitocina, il possibile uso dell’ossitocina come farmaco dovrebbe attirare l’attenzione dei ricercatori. Come sottolinea l’autrice, urgono ulteriori studi sul sistema di calma e connessione in toto, in quanto puntare i riflettori esclusivamente sull’ossitocina ha forti limiti, dato che scompare molto rapidamente di scena. Non senza lasciar traccia, infatti attiva un gran numero di altre sostanze messaggere. Mi piace considerarla un’ottima doula: fa la sua comparsa e influenza l’ambiente con tale discrezione e grazia, che sembra non faccia nulla. O meglio ancora una formidabile direttrice d’orchestra: non conosciamo ancora tutti i musicisti, non sappiamo neppure quanti siano a contribuire al circuito virtuoso di calma, rigenerazione e amore, ma il concerto è sublime!

Queste pagine, sotto l’egida dell’ossitocina, sono un vero toccasana per tutti coloro che credono che “vivere non dev’essere solo fatica e affanno, può, anzi dovrebbe, anche essere danzare tra le rose”.


di Clara Scropetta
Custode della nascita e traduttrice dell’opera; dalla Premessa a Ossitocina, l’ormone dell’amore.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.