“Dal fango estraggo l’oro”: intervista all’autrice Solange Hutter

In occasione dell’uscita del suo libro Dal fango estraggo l’oro, abbiamo intervistato Solange Hutter, la Preside più famosa d’Italia, che riflette sulla capacità di non arrendersi, di sforzarsi a vedere comunque il lato positivo degli avvenimenti e di coltivare l’autoconsapevolezza.


Intervista a Solange Hutter

Cosa avevi in mente quando hai iniziato a scrivere il libro? Avevi un obiettivo preciso o ti sei lasciata trascinare da questo intenso flusso di coscienza?

Fin dalle prime battute di questa “crisi” economico-socio-sanitaria mi sono attivata per diffondere il mio contributo in termini di pensiero e azione, dal punto di vista culturale e umano.
Scrivo fin dalla più tenera età, quindi è stato naturale affidare alla penna e al foglio le mie considerazioni. Come sempre faccio, del resto.
Il mio obiettivo è stato quello di aiutare la ricerca della verità per contrastare questo “progetto” di controllo della popolazione mondiale da parte di poteri, neanche tanto “occulti”, che intendono impadronirsi di tutto e di tutti.


Tu sei l’unico dirigente scolastico italiano che ha avuto la forza di rifiutarsi di prestare la propria opera in questo scempio che è diventata la scuola. Il tuo libro è in qualche modo diretto anche ai tuoi ex colleghi?

Sono l’unico dirigente scolastico che non ha dimenticato la propria umanità, che non ha dimenticato la propria coscienza, che non ha dimenticato chi è il “bambino”, chi è l’“adolescente” e come vanno trattati.
Pare che l’intera scuola italiana abbia abdicato totalmente alla sua funzione e vergognosamente sia rimasta in silenzio di fronte a tale scempio. Io non avrei mai potuto soprassedere né tacere. Di certo spererei che qualche ex collega, almeno, sia colpito da un improvviso rigurgito etico, ma non ci credo affatto.


L’“oro” di cui si accenna nel titolo è la capacità di non arrendersi, di sforzarsi a vedere comunque il lato positivo degli avvenimenti, di coltivare l’autoconsapevolezza.
È su questi temi che bisogna accentrare la propria attenzione secondo te?

“Dal fango estraggo l’oro” è stato il mio motto prediletto fin dalla preadolescenza, quando ho vissuto sulla mia pelle la cattiveria della “gente” che tenta sempre di colpire quelli che hanno delle qualità evidenti e soprattutto coloro che non seguono il pensiero unico conforme alla “massa”.
Ebbene, mi sono sempre distinta per sensibilità e coscienza, pertanto non sono mai stata uniforme alla maggioranza. Ciò, naturalmente, ha causato una sorta di bullismo, che però ha avuto su di me un effetto bellissimo: ne ho fatto oro, per l’appunto, e da allora ho sempre cercato di trasformare la materia sporca e nera che ti lancia addosso la gente in oro bello e splendente. Questo libro, infatti, contiene messaggi molto costruttivi, è un inno all’autonomia di pensiero e al mio grande amore per la conoscenza, che sempre mi ha tenuta ancorata alla vita.


Una replica a ““Dal fango estraggo l’oro”: intervista all’autrice Solange Hutter”

  1. Maurizio Rosenberg Colorni ha detto:

    Mi chiedo come sia possibile pensare ed esprimersi con tale arroganza… Invito i lettori e le lettrici a rileggere la frase: Sono l’unico dirigente scolastico che non ha dimenticato la propria umanità, che non ha dimenticato la propria coscienza, che non ha dimenticato chi è il “bambino”, chi è l’“adolescente” e come vanno trattati.
    Pare che l’intera scuola italiana abbia abdicato totalmente alla sua funzione e vergognosamente sia rimasta in silenzio di fronte a tale scempio. Io non avrei mai potuto soprassedere né tacere. Di certo spererei che qualche ex collega, almeno, sia colpito da un improvviso rigurgito etico, ma non ci credo affatto. Saluto cordialmente ”l’unico dirigente scolastico che…”e spero che, nel suo lavoro almeno, se non in questo libro, adotti una differente linea, quantomeno più aperta alla complessità della vita

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