Cos’è? Dov’è? Suggerimenti

    Come nasce il libro

    Corinne Dreyfuss ha scritto questo libro dopo aver seguito uno stage di specializzazione presso il Babylab di Grenoble, una piattaforma di ricerca scientifica che studia lo sviluppo cognitivo e motorio dei neonati e dei bebè e che collabora con il Laboratorio di Psicologia e di Neuroscienze del CNRS e dell’Università Grenoble-Alpi. Babylab si occupa in particolare di studiare la percezione visiva nei neonati, la loro propensione alle relazioni sociali, l’attitudine a comprendere suoni e parole.

    È riconosciuto che i bambini sviluppano tali competenze grazie all’interazione con gli adulti e che questa si fonda quasi esclusivamente sulla comunicazione non verbale dell’indicare con il dito, operazione che in francese è detta pointage; si tratta di un gesto che permette di indirizzare l’attenzione concentrandola su uno specifico oggetto.

    Corinne Dreyfuss ha messo in atto un progetto artistico basato sulle ricerche scientifiche intraprese da Babylab e sullo studio da lei condotto all’interno di tale laboratorio tra il 2023 e il 2024, focalizzandosi sull’atto dell’indicare con il dito, il pointage. Così è nato questo libro.

    Indicare con il dito: la copertina

    COS’È? DOV’È? invita a indicare le figure con il dito; è un gioco che può prendere l’avvio dall’adulto come dal bambino stesso. L’atto di indicare, presente nelle interazioni umane, è comune a tutte le culture e in tutti i tempi; è un gesto universale e spontaneo. La prima forma dell’indicare avviene con lo sguardo: a 6 mesi di età il bambino segue lo sguardo dell’adulto verso un oggetto e guarda nella stessa direzione; si sta stabilendo un’attenzione congiunta. A 8 mesi il bambino è in grado di invitare l’adulto a guardare spostando alternativamente lo sguardo dall’oggetto di interesse agli occhi dell’altro. Tra i 10 e i 12 mesi il bambino riesce a indicare con la mano: designa l’oggetto stendendo il braccio e l’indice, piegando le altre dita. Il meccanismo che permette di attirare l’attenzione altrui ha raggiunto a questa età la completa maturazione e potrà essere utilizzato nel corso di tutta la vita. Mostrare agli altri significa comunicare, ed è quel che fanno Lilli e Luca in copertina e in quarta di copertina, vicendevolmente.

    Le figure

    Tutte le figure del libro sono caratterizzate da colori vivaci, a netto contrasto, con forme essenziali e semplici per favorire la visione del bambino. Le ricerche hanno dimostrato la capacità, già nei neonati, di distinguere le forme geometriche semplici come triangoli, cerchi e quadrati. Si è scoperto inoltre che i piccolissimi preferiscono forme chiuse e arrotondate e oggetti a forte contrasto di colore.

    Il gioco del cucù

    Studi recenti hanno stabilito che fin dai primi mesi di vita i bambini possiedono il concetto di permanenza degli oggetti. Il libro permette di giocare a cucù sulla base di questo presupposto: si può nascondere il gufo con la mano e poi scoprirlo e leggere “Ciao gufo!” o esclamare “Cucù gufo!”. Si può continuare il gioco con altre figure chiedendo al bambino di osservare con attenzione tutti gli animali e gli oggetti nominati e quelli che invece non vengono mai nominati. Nel corso della lettura si noterà che alcuni animali sono nascosti e il bambino può divertirsi a scoprirli.

    Gesti e linguaggio

    Quando, intorno ai 10-12 mesi di età, il bambino indica un oggetto con il braccio e l’indice tesi, significa che ha capito che ciò che attira la sua attenzione non è tale per gli altri e quindi intende comunicare il proprio interesse verso quell’oggetto. Indicare con il dito potrebbe essere una richiesta, un modo per dire “Voglio”, oppure un modo per chiedere “Cos’è?”.

    Nella pagina in cui Lilli indica con il dito la farfalla, l’adulto può commentare: “È una farfalla, vola, è gialla”, fornendo così al bambino informazioni e parole che gli saranno utili per costruire il linguaggio. Sebbene non parli ancora, il bambino sa già riconoscere le parole e sa che sono dotate di significato, un significato che si appresta ad assimilare. Quando, alla fine del libro, il testo dice “Tocca a TE, ora”, le lettere maiuscole di “TE” indicano un’enfasi, un tono di voce rafforzato che sottolinea l’azione. Infatti il libro si può iniziare a leggere come un “libro-dizionario” già verso i 10 mesi di età, ma si continua ben oltre i 2 anni stimolando il bambino a indicare con il dito e a nominare oggetti, figure, animali. E infine, verso i 3-4 anni, a definire compiutamente azioni, personaggi, oggetti.

    Colori

    Occorre tempo perché i bambini imparino i nomi dei colori, anche se li sanno distinguere visivamente. Talvolta utilizzano uno stesso termine (per esempio “rosso”) per indicare oggetti rossi, verdi o gialli. L’autrice invita i piccoli a giocare con i colori e a familiarizzarsi così con i loro nomi e con le figure. All’inizio c’è una palla gialla che alla fine è sostituita da una blu, e nei risguardi ci sono palle di ogni colore. Ogni parola elencata nelle pagine del libro è preceduta da un pallino dello stesso colore dell’elemento cui si riferisce, per facilitare nel bambino l’associazione tra la parola scritta e l’immagine. È un primo ingresso nel mondo della lettura. Nell’ultima pagina i cerchietti colorati non sono seguiti dalle parole, in modo da favorire nuove associazioni.

    Il maiale è nero

    D’abitudine consideriamo i maiali rosa, ma esistono anche i maiali neri. Disegnando un maiale nero su fondo rosa Corinne Dreyfuss rivela gli automatismi presenti nel linguaggio e le associazioni automatiche che si creano, e invita a esplorare la capacità di inibirli e di controllarli. Le domande che compaiono nel corso del libro – “Cos’è ROSA? Cos’è GIALLO?” – formulate con le lettere maiuscole per il nome del colore, invitano a riconoscere le figure di quel colore e a distinguerle dalle stesse di altro colore. La pagina in bianco e nero, al centro del libro, invita invece a concentrarsi sulla forma anziché sul colore; le forme infatti rappresentano un’altra modalità di riconoscimento delle figure.

    Alla fine, dopo il piccolo dramma del pallone che scoppia e il primo piano sul viso di Lilli e di Luca, si ristabilisce l’impostazione iniziale, quella apparsa nella prima doppia pagina; ma cos’è cambiato? Dov’è finito il pallone scoppiato? È il momento di ricominciare da capo: ora tocca a TE.