La cioccolata per il Parini


Nel “Mattino”, prima parte del poema “Il giorno” di Giuseppe Parini, il poeta milanese, dopo aver narrato il risveglio del suo nobile quanto inetto ed inutile protagonista (egli si alza quando la gente comune è già al mezzo di una giornata di onesta fatica), indugiando ironicamente sul suo fregarsi gli occhi e sul suo grazioso sbadiglio, introduce il servitore in livrea, che chiede al padrone quale bevanda scelga:

Ma già il ben pettinato entrar di nuovo

tuo damigello i’ veggo; egli a te chiede

quale oggi più de le bevande usate

sorbir ti piaccia in preziosa tazza:

indiche merci son tazze e bevande:

scegli qual più desii. S’oggi ti giova

porger dolci allo stomaco fomenti,

sì che con legge il natural calore

v’arda temprato, e al digerir ti vaglia,

scegli il brun cioccolate, onde tributo

ti dà il Guatimalese e il Carribeo

ch’ha di barbare penne avvolto il crine …

L’alternativa, come cura dell’ipocondria, è il caffé, l’altra bevanda da non molto introdotta in Europa. Il giorno, a cui Parini comincia a lavorare nel 1764, rientra, anche per questo aspetto, la curiosità per le nuove bevande giunte l’una dall’America (Guatemala e Carabi), l’altra dall’Oriente, nell’atmosfera cosmopolita che caratterizzava il movimento culturale dell’Illuminismo.

Cioccolata per Giovin Signore

Ingredienti

latte, mezza tazza

cacao in polvere, 50 gr.

zucchero, due cucchiai pieni

cannella in polvere

panna montata

Preparazione

1. Mescolate il cacao con lo zucchero. Mettetelo il miscuglio in un pentolino e fatelo sciogliere in una parte del latte.

2. Ponete il pentolino sul fuoco, portate ad ebollizione ed aggiungete gradualmente il resto del latte, fino a raggiungere la densità desiderata. Spruzzate la cannella.

3. Versate nella indica tazza, aggiungendovi un cucchiaino di panna.

di Andrea Maia.

Andrea Maia per la collana “Leggere è un gusto!” ha pubblicato Colazione con un centauro, Le osterie di Dublino e La contrada di Bengodi.

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